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Evoluzione, gli anziani svilupperanno la vista a Raggi X per vedere oltre i muri dei cantieri

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GINEVRA – Nel tunnel che collega i Laboratori Nazionali del Gran Sasso del Cern  lavora la dottoressa Barbara Calzascarpe, esperta di neogenetica e calvizie precoce. Sebbene negli ultimi anni si sia specializzata nel trovare una cura per la malattia che attacca Angelino Alfano alle poltrone di governo, è per un’altra ricerca che la dottoressa Calzascarpe rimarrà conosciuta nella storia: “X-men non sono più un futuro così remoto. I nostri stessi figli, probabilmente, svilupperanno la vista a raggi x per vedere oltre tutti gli ostacoli che si frapporranno tra loro e il cantiere più vicino.”

Barbara Calzascarpe dell’Università di Pensacola (Sondrio, Molise del Nord) ha scoperto il gene che potenzia la vista nelle persone e dopo uno studio durato per la lunghezza di 8 pomeriggi ha trovato una correlazione tra l’aumento della vista nelle nuove generazioni e la loro abilità di poter vedere oltre gli ostacoli. Abbiamo la fortuna di intervistarla in esclusiva.

  • Intervistatore: Cara Calzascarpe, ci spieghi nel dettaglio cos’ha scoperto.

Dottoressa Barbara Calzascarpe: Innanzitutto grazie per la domanda!

  • La mia non era una domanda, ma prego, prosegua.

Come preferisce…. vede, la nostra vista è influenzata dal nostro corredo genetico. Tutto cioè che siamo è influenzato dal nostro corredo genetico. Se ad esempio i nostri genitori sono fascisti, noi stessi faremo fatica a distinguere un sopruso razzista da uno scherzo fatto da dei “bravi ragazzi che difendono la loro nazione”, questo perché i geni si tramandano di padre e figlio… ma c’è un’altra componente che crea la nostra personalità.

  • E quale sarebbe quest’altra componente?

Grazie per la domanda! L’ambiente circostante modifica la nostra struttura fisica e soprattutto cerebrale. Quello che ho scoperto, è che anche i nostri geni cambiano di conseguenza! Questo si nota principalmente nella vista, dato che gli impulsi visivi arrivano direttamente dagli occhi al cervello. Grazie alla pornografia, i nostri ragazzi stanno modificano il modo in cui le informazioni passano dagli occhi al cervello. Prendete un video pornografico, i giovani non vedono la loro mano che regge uno smartphone, né la superficie dello schermo, ma analizzando le loro onde cerebrali è palese come loro si sentano nel mezzo della scena che stanno guardando.

  • Sta dicendo che la realtà virtuale avviene già in automatico nel nostro cervello?

Non proprio, quello che il mio studio ha confermato è una correlazione tra eccitazione sessuale e immersione nella realtà osservata. La mia teoria è che questo avvenga già nell’utero, ma non ho ricevuto risposte significative da tutti i feti che ho intervistato. Il punto fondamentale è che questi giovani stanno cambiando il modo in cui si percepiscono all’interno della realtà. Ed è un processo già in atto anche nelle generazioni più vecchie. Pensi al vecchio ministro dell’economia Giulio Tremonti, dal suo punto di vista quando diceva che la recessione non esisteva era veramente così, lui fisicamente non vedeva quello che aveva letteralmente sotto gli occhi.

  • Capisco, quindi sta dicendo che ognuno vede, o vedrà, il mondo in modo diverso?

Esattamente: quello che per me è il giallo, per lei potrebbe essere il blu. Questo spiega perché i tedeschi e gli anziani si vestono male: perché c’è uno sfasamento genetico, dato principalmente dall’ereditarietà di alcuni fattori legati al gene Xybr. Per questi soggetti una camicia arancione con un pantalone verde sono un’ottima combinazione. Allo stesso modo, e qui c’è la scoperta che potrebbe portarmi al Nobel per l’agiografia, credo che questi giovani, una volta invecchiati, potranno vede i cantieri anche se saranno schermati da ogni sorta di protezione

  • Ecco, gli anziani… può spiegarci in che modo riusciranno a vedere oltre le transenne dei cantieri?

Come sappiamo grazie ai moderni studi antropologici, quello che gli antichi spartani chiamavano “passeggiare nel luogo della sciagura” è ora diventato, principalmente nelle culture mediterranee il “work watching” come diciamo noi della comunità scientifica. Gli anziani che guardano i cantieri sono l’evoluzione genetica e antropologica degli spartani che guardano gli i cadaveri massacrati nei campi di battaglia. E, grazie alla letteratura greca, sappiamo che τᾶ]ς [κ]ε βολλοίμαν ἔρατόν τε βᾶμα/ κἀμάρυχμα λάμπρον ἴδην προσώπω/ ἢ τὰ Λύδων ἄρματα [κἀν ὄπλοισι]/ πεσδομ]άχεντας.

  • Per favore, approfondisca questo passaggio, perché sono certo che non tutti i nostri lettori siano esperti di Antica Grecia.

Mettiamola così: una volta si guardavano i cadaveri e ci si eccitava perché si era sopravvissuti e questa esperienza emotiva è diventato un tratto genetico regressivo ora sta diventano dominante. Se i giovani d’oggi imparano a vedere oltre i loro schermi quando si eccitano, quando saranno vecchi impareranno a vedere oltre le transenne dei cantieri.

  • Lei sta dicendo che i vecchi che guardano i cantieri sono eccitati?

Sì, molto.

  • Sulla base di quali dati? Ha monitorato il livello di testosterone o serotonina presente nel sangue degli anziani prima e dopo la vista di un cantiere?

Nulla di tutto questo, deve sapere che nella vita precedente io stessa ero un cantiere a cielo aperto. Quelli sguardi arrapati li ho sentiti uno dopo l’altro su di me.

  • Mi scusi, ma lei è una ciarlatana, avrei dovuto capirlo prima…

Purtroppo il mondo del giornalismo è fatto anche di vicoli ciechi come questo.  Chiediamo scusa ai nostri lettori. Non è sempre possibile distinguere le persone per bene dai truffatori, questo anche perché vengo pagato in visibilità e non ho i mezzi tecnici né il tempo per sapere cosa scrivere durante un articolo scientifico. Portate pazienza e speriamo che la prossima volta vada meglio.

Andrea H. Sesta

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