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Il Papa beatificherà i vicini di tenda del bimbo che ha pianto 16 ore di fila in campeggio

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Donostia-San Sebastián – Dopo la discussa canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, il sommo pontefice è pronto a ricorrere a una nuova beatificazione che sicuramente incontrerà molte meno resistenze, tanto è il senso di immedesimazione che molti di noi hanno provato nel leggere i dettagli della miracolosa vicenda che lo ha portato sino a questa solenne decisione.

Protagonisti alcuni campeggiatori di diverse nazionalità, già assurti agli onori della cronaca con l’appellativo di I martiri di Igueldo, dal nome del camping alla periferia del capoluogo basco in cui si sono svolti i sorprendenti fatti che vi andiamo a presentare.
In data 29 agosto, il piccolo Calvito Pablo, bimbo spagnolo di circa 3 anni, ha iniziato a piangere a dirotto quando ha scoperto che nella struttura non risultava la presenza di alcun Pokémon da catturare, nonostante le rassicurazioni dei genitori.

Secondo la ricostruzione della Commissione Diocesana, incaricata di indagare sul fenomeno dal vescovo locale Luis Miguel Arconada, il pianto del bambino ha avuto avvio verso le 18 e 3 minuti per concludersi solo alle 10 e 22 del mattino seguente, quando il padre di Calvito ha catturato uno scoiattolo, l’ha coperto di maionese e l’ha spacciato per Pikachu.
E in quelle poco più di 16 ore che si sarebbe verificato il sovrannaturale evento che ha visto i vicini di tenda della famiglia spagnola, invece di lasciarsi andare ai classici rabbiosi (e sgrammaticati) improperi come “Che rottura de pelotas!” e “Bimbos de mierda!”, rimanere invece composti e comprensivi, nonostante le lancinanti e continue grida del bambino.

È stato davvero commovente”, racconta uno dei sorveglianti della struttura, “un’atmosfera di magia sembrava permeare tutto il campeggio. Persone di nazioni diverse pronte ad aiutarsi e sostenersi a vicenda pur senza conoscersi in quelle ore interminabili e terribili. Ho visto olandesi offrire birre, belgi offrire birre, danesi offrire birre, tedeschi offrire birre, polacchi offire birre e italiani bersi tutte quelle birre”.
Anche Carmen Lahermana, proprietaria dell’impianto ricettivo, è incredula: “Non vedevo un prodigio del genere da quando dei portoghesi hanno pagato in anticipo la loro permanenza qui!

Il premier Renzi non ha naturalmente perso l’occasione di offrire il proprio sostegno all’iniziativa del Pontefice: “Non è che l’Europa unita non esista più, esiste ancora ed è capace di venire fuori soprattutto nei momenti più difficili e drammatici che uno dei paesi che la compongono possa incontrare, come quando non è in grado di garantire un Pokémon a uno dei suoi ragazzi”.

Intanto sorgono già i primi dubbi sul presunto miracolo di Igueldo. Sembra, infatti, che gli olandesi non abbiano offerto solo birra agli altri compagni di sventura e che le stigmate trovate sulle mani di uno dei campeggiatori italiani siano solo il frutto di scottature da moka derivate dal gran numero di caffè messi sul fornello durante la fatidica notte.

Augusto Rasori

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