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Nasce “Pokeamoron Go”, l’app elettrificata che riporta i giocatori di Pokémon Go alla realtà

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«Ricordo i tempi in cui camminare fissando lo smartphone dava un’aria intelligente. Rifiuto di credere che siano finiti per sempre». Così esordisce lo spot della nuova app multipiattaforma battezzata “Pokeamoron Go”, che promette di bilanciare l’isteria planetaria per i pupazzetti Nintendo con una fibrillazione ad alto voltaggio.

«Vivere una realtà evasiva e superficiale non è lo scopo per cui i dispositivi elettronici sono stati creati; ci vengono offerti per renderci più consapevoli, e “Pokémon Go” vanifica questa impostazione» ha dichiarato il presidente di BlindOrb, casa sviluppatrice di “Pokeamoron Go”. «Vaghiamo per le strade ignari di ciò che ci circonda, diventando un pericolo per noi stessi e per gli altri. Giusto ieri un pedone mi ha attraversato la strada di colpo perché impegnato a catturare un Pokémon: l’ho capito perché guardava il suo tablet e sorrideva. Ho fatto appena in tempo a sterzare e a fotografarlo col cellulare».

La nuova app usa lo stesso principio della realtà aumentata alla base del famigerato gioco nipponico: l’aggiunta di percezioni che in condizioni ordinarie non sarebbero sensibili. Così, se di norma una persona non verrebbe stordita da un taser perché chatta sul cellulare, a meno che non sia negli USA, abbia la pelle scura e chatti di fronte a un poliziotto, chiunque verrà percepito troppo distratto dai sensori di “Pokeamoron Go” potrà beneficiare di una scarica da 50.000 volt in grado di riportarlo alla realtà.

«L’app è dotata di un piccolo ma potente rilevatore ambientale collegato a un indicatore grafico che mostra il livello di attenzione del soggetto verso cui lo si punta», precisano dalla BlindOrb: «al di sotto di una certa soglia, tarata sull’utilizzo prolungato di “Pokémon Go”, si attivano gli elettrodi (forniti in una anonima confezione) e si è pronti per dare la sveglia al pupo». Parrebbe quindi che la sua efficacia dipenda da un utente diverso da colui che gioca: «Assolutamente sì. Un algoritmo apposito rende “Pokeamoron Go” incompatibile col software Nintendo, quindi nessun masochista potrebbe usarla come mastino da guardia nel caso esageri col gioco. Solo i più equilibrati possono adoperarla. Dobbiamo divertirci pure noi».

Resta da vedere se il mercato darà ragione alle buone intenzioni, ma un primo endorsement è già arrivato dal futuro presidente USA: Donald Trump ha promesso di dotare dell’app la polizia federale, così da impedire agli allenatori messicani di varcare il confine per rubare i Pokémon agli statunitensi e rivenderne gli organi alle palestre clandestine.

Stefano Cao

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