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Virginia Raggi va al supermercato ma Grillo non approva gli acquisti: spesa da rifare

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ROMA (5S) – Dopo la straordinaria vittoria elettorale nella capitale, Virginia Raggi sta vivendo un periodo difficile, in cui deve confrontarsi quotidianamente con la presenza ingombrante dello staff a 5 Stelle e dello stesso Beppe Grillo per quasi tutte le sue decisioni. Le prime nomine della sindaca sono state bocciate dai vertici pentastellati, ma la tensione tra la Raggi e il partito è cresciuta quando la neoeletta prima cittadina ha comunicato che doveva andare a fare la spesa.

Il primo problema è stato la scelta del negozio. La Raggi si rifornisce spesso in un punto Coop vicino casa che ha subito ricevuto il veto dello staff: “Le coop rosse sono dentro fino al collo in Mafia Capitale, non possiamo appoggiarle in nessun modo!”, “Il MoVimento non è né di destra né di sinistra, ma soprattutto non è di sinistra!”. Poi è stato proposto un alimentari in borgata Ottavia, risultato però di proprietà di un cugino di Alemanno: “Non ce ne possiamo far accorgere così! Dobbiamo mettere a malincuore un po’ di distanza tra noi e le giunte di destra!”.  Dopo un acceso dibattito, è passata la linea Di Battista: la spesa sarà fatta all’Esselunga sulla Prenestina.

Lo staff ha deciso che la Raggi sarà accompagnata al supermercato da Paola Taverna, la prima ad aver scoperto che a Roma era in atto un complotto per far vincere i pentastellati: “Ricordate che io nun so’ politico!” ha puntualizzato la senatrice scatarrando in terra, mentre faceva salire la neo-sindaca sulla sua auto. Arrivate al supermercato, le due hanno quindi iniziato a riempire il carrello. La spesa è proseguita senza problemi, ma le tensioni sono esplose vicino alla cassa, quando la Taverna ha telefonato allo staff per controllare la spesa pezzo per pezzo. I detersivi per la lavatrice sono stati bocciati da Grillo in persona: “Belin! Come ve lo devo dire che i panni li dovete lavare solo con la BioWashBall?!”. Stessa sorte è toccata a un pacco di zucchero e a uno di farina: “Ma non li vedete i video del prof. Berrino su Tze Tze?! Quella roba è veleno!”. La Raggi ha provato una timida difesa: “Ho invitato degli amici a cena e vorrei preparare una crostata”, ma poi si è arresa di fronte alla fermezza dell’irremovibile Taverna.

Più di metà carrello non è stato approvato e la sindaca si è rassegnata a rifare la spesa da capo: dopo solo 5 ore e mezzo è finalmente uscita dal supermercato, stremata e in preda a un esaurimento nervoso. Alcuni testimoni riferiscono che, mentre risaliva in auto, la Raggi ha estratto dalla borsa un pacchettino (non è chiaro se sia stato pagato a parte o addirittura rubato – ndr) e ha sospirato sconsolata: “Mi rifiuto di far scegliere allo staff anche i miei assorbenti…”.

Andrea Michielotto

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