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Scienziato animalista clona cellule di BigMac per avere una vacca e ottiene un ratto

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SHEFFIELD – Potrebbe essere uno dei più significativi passi della storia dell’ingegneria genetica. Robert McAngus, un embriologo di Sheffield, è riuscito a creare un ratto usando Dna prelevato da un panino adulto di MacDonald’s. In particolare, della specie BicMac. L’annuncio ha lasciato di stucco tutti quei ricercatori che non credevano che una cosa simile potesse essere fatta. “In teoria – spiega McAngus – questa questa tecnica potrebbe essere usata per prendere una cellula da un umano e creare un uomo geneticamente identico”. Anche se per ora questa resta solo un’ipotesi. “Il procedimento è ancora da perfezionare: abbiamo clonato alcune cellule di Donald Trump, ma è venuto fuori Adolf Hitler… strano eh?” aggiunge lo scienziato, sottintendendo “mica tanto”.

L’esperimento di McAngus è stato semplice. Ha preso un BigMac, ha prelevato una cellule dalla carne dell’hamburger, l’ha ripulita dalle contaminazioni, l’ha collocata in un incubatore e ha spedito il tutto negli Stati Uniti, dove hanno fatto le cose più difficili. Il pacco con i risultati e con il ratto, ansimante, gli è arrivato dopo una settimana. “All’inizio, veramente, speravamo di ottenere una vacca: sa, io sono un convinto animalista. Poi però è uscita fuori questa pantegana… ma abbiamo subito capito la portata storica del nostro esperimento. In laboratorio eravamo tutti elettrizzati per questo successo e abbiamo festeggiato mangiandoci il BigMac – che era ancora identico dopo tutto quel tempo. Poi però siamo andati su qualcosa di più sano, e ci siamo mangiati il topo di fogna” confida McAngus.

Attestati di ammirazione da parte della comunità scientifica non hanno tardato ad arrivare. “Si tratta di un risultato fondamentale, che dimostra cosa si può realizzare in un Paese, come il Regno Unito, che sceglie di investire 31 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo. In Italia, fanalino di coda per finanziamenti alla scienza e alla ricerca, noi ricercatori rischiamo di restare indietro: voglio dire, chi ce li ha 6 euro e 50 per comprare un BigMac?” ha commentato il prof. Raffaele Braccioteso, del Cnr e della CARITAS (Combriccola Antropomorfica Recapitante Introiti Tendenzialmente Alla Scienza).

Non mancano però le voci critiche. Secondo alcuni, tentare manipolazioni genetiche con panini dei fast-food e alimenti processati significa scherzare col fuoco e le preoccupazioni sembrano legittime. Pare infatti che siano già cominciati esperimenti clandestini di clonazione: da un Sugo Pronto Barilla sarebbero già stati ricavati, nell’ordine, una rana, un immigrato di Varcaturo, undici sfumature di grigio, un tatuaggio di Chef Rubio, il Mare del Giappone, la figurina di Pizzaballa del ’63 e Mario Adinolfi. La Barilla ha però subito tenuto a smentire queste voci, bollandole come “false e tendenziose” e ribadendo che i propri sughi pronti sono fatti con nient’altro che “purissimo sangue di coppie gay”. Secondo alcune indiscrezioni, un gruppo di terroristi sarebbe riuscito a ricavare una potente arma chimica da un Pollo Amadori. Come hanno fatto? Lo hanno scartato.

Stefano Pisani

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