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Riforma della Costituzione, Renzi: “Il Senato sarà sostituito da un’app”

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Tuitte (Shish) – È ormai senza freni lo spirito innovatore del premier Matteo Renzi che ieri pomeriggio, durante una delle ormai consuete dirette streaming, ha presentato l’anteprima di Costituzione2.0, il core upgrade del testo costituzionale che sarà distribuito a partire dal prossimo autunno, non appena sarà terminata la fase di test.

“Già nelle scorse settimane abbiamo messo a disposizione il testo finale di Costituzione2.0, pubblicandolo nella principale rivista di settore [la Gazzetta Ufficiale, n.d.r.] affinché gli addetti ai lavori potessero fornire i primi feedback e scrivere le prime recensioni”.

“Il testo contiene ancora qualche bug, ne siamo consapevoli, ma siamo sicuri di poterli risolvere facilmente prima del lancio finale”.

“Alcuni sedicenti costituzionalisti – ha proseguito il premier – hanno manifestato ‘perplessità’ sul metodo adoperato. A queste persone, voglio solo rispondere: basta. Basta con questi formalismi burocratici che per decenni hanno rallentato lo sviluppo di questo Paese. Basta con le critiche sul metodo che guardano alle dita della luna dimenticando che vive di luce riflessa! La Costituzione non viene aggiornata dal 2001 [a parte alcuni aggiornamenti di sicurezza rilasciati nel 2003, 2007 e 2012, n.d.r.]. Solo per rendervi chiare le idee: nel 2001 girava ancora Windows 98! Non deve quindi sorprenderci che la Costituzione non è più compatibile con le ultime versioni degli ordinamenti giuridici dei Paesi più sviluppati. La nostra piattaforma gira troppo lentamente e ormai è obsoleta.”

Tra le principali novità della nuova versione, il Governo promette maggiori prestazioni e contemporaneamente un minore impiego di risorse (“Per di più – fanno sapere da Palazzo Chigi – i nuovi parlamentari saranno interamente composti di materiale biodegradabile”).

Ma la principale novità di Costituzione2.0 è il superamento del c.d. “bicameralismo perfetto”.

Il capo sviluppatore del progetto, l’Ing. Mary Ellen Woods, ha illustrato le ragioni che sono alla base della decisione di eliminare uno dei due processori del procedimento legislativo.

“Nonostante il luogo comune che ‘ciu is megl che uan‘, che tutti abbiamo appreso dalle nostre letture giovanili, abbiamo capito che il meccanismo che era stato ideato per compensare il rischio di un eccessivo rafforzamento del Governo ormai è superato dalla circostanza che al Governo ci siamo noi. Per non parlare del costo in termini prettamente finanziari che consegue al mantenimento di ben due Camere dove lo stesso lavoro può essere svolto da una. Per questo avevamo deciso di sopprimere del tutto il Senato, ma ci siamo resi conto che il costo dello smaltimento sarebbe stato eccessivo. Così, anche per venire incontro alle perplessità di molti, cittadini, studiosi, lavoratori, ma soprattutto senatori, abbiamo proposto una soluzione di compromesso. Il Senato sarà sostituito da un’app”.

Secondo le specifiche tecniche rilasciate, l’app che sostituirà il Senato conterrà una serie interessante di utilities:

  1. Redattore di disegni di legge che saranno automaticamente cestinati alla Camera dei Deputati
  2. Generatore automatico di emendamenti di Calderoli
  3. Compilatore di rimborsi spese truccati.

L’app, per ovvie ragioni, sarà messa a disposizione dei soli senatori (100, tra consiglieri regionali e sindaci), che in questo modo, potranno tranquillamente esercitare le proprie funzioni senza recarsi materialmente a Palazzo Madama, ma potendo restare nella propria sede locale. Grazie a quest’innovazione, i senatori non saranno più costretti a spostarsi a Roma e raggiungere i loro scranni per giocare con i loro iPad, ma potranno farlo direttamente e più comodamente da casa loro.

A grande richiesta, il Governo ha deciso di distribuire anche una versione dell’app liberamente scaricabile da tutti, ma con meno funzioni. Senato Lite sarà disponibile da ottobre per tutti gli italiani che non riescono a fare a meno del fascino di Palazzo Madama. Pensata per i nostalgici della Prima Repubblica, avrà al suo interno anche il videogioco action-adventure “Fiducia”, nel quale si potrà impersonare un Presidente del Consiglio appena designato alle prese con accordi sottobanco, tangenti e omicidi misteriosi per formare una maggioranza di governo.

Francesco Conte

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