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M5S, Grillo: “Harakiri per gli esponenti che ricevono un avviso di garanzia”

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CITTA’ DI NANZA – Nonostante Grillo abbia assicurato il suo appoggio ai sindaci Nogarin e Pizzarotti, colpiti da un avviso di garanzia, il movimento ha deciso di prendere provvedimenti di fronte a queste emergenze giudiziarie.
Così, dopo “Rousseau”, nasce “Torquemada”, l’associazione creata per occuparsi della questione morale all’interno del M5S. A comporla, un cugino di Di Maio, il dentista di Di Battista, un prete rivoluzionario, un ex di Casa Pound, tre leghisti delusi, quattro cassintegrati Fiat, due esodati, un pensionato incazzoso, un geometra, un computer Olivetti in bianco e nero e Marco Bene, l’uomo eletto portavoce della rete perché gli si era incastrato il tasto del punto esclamativo. Ed è proprio da questa associazione che è nata l’idea dell’harakiri, dopo aver scartato diverse alternative, come l’aquila di sangue vichinga, la cravatta colombiana, l’ordalia, la vergine di ferro o un week-end con Vito Crimi.

Il blog di Beppe Grillo ha subito rilanciato la notizia col post “Vuoi Sapere cosa faremo ai nostri politici sotto inchiesta? CLICCA QUI!”.  Online, intanto, si è scatenato il dibattito. I moderati, riuniti nel gruppo “Quattro gatti” si sono detti favorevoli, ma a patto di usare una spada di plastica. Quelli più intransigenti invece vorrebbero estendere la punizione a tutto l’arco costituzionale, a chi ha il prosciutto sugli occhi, a chi non si sveglia, alle scie chimiche e a chi scrive post usando le minuscole. L’ala destra, invece, ha espresso forte dissenso e, al suon di “fermiamo l’invasione cinese”, ha proposto l’italico confino e a nulla sono valse le rimostranze di chi gli faceva notare che l’harakiri è giapponese e non cinese.

 

Matteo Adami

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