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Mondiali Razzismo: Italia batte USA lanciando banane a Obama e vola in finale contro la Germania

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Segui in esclusiva su Lercio il trionfale cammino dell’Italia ai Mondiali di Razzismo [anche perché ce lo stiamo inventando noi] (articolo precedente)

Melbourne – Una vittoria di cuore, figlia del patriottismo, della voglia di rivalsa dopo tutti quei tamarri film d’azione che ci siamo sorbiti negli anni ’80, ma soprattutto della vera, profonda, reale cafonaggine insita nelle vene nostrane.

L’Italia, dopo aver sconfitto ai quarti l’India, si ripete contro i temutissimi Stati Uniti e si qualifica per la finale di Sidney.

Come al solito la gara è stata trasmessa in diretta da Sky, che dopo aver perso i diritti per la Champions ha pensato bene di buttarsi su un’altra competizione in cui gli esseri umani possono esprimere i propri veri istinti. Al commento tecnico una scatenata Alessandra Mussolini ha presentato così la gara: “Abbiamo sofferto con loro e per loro e ancora ce la fanno ricacare, abbiamo cantato le puttanate di Britney Spears e compagnia bella, abbiamo visto Stallone decadere fisicamente minuto per minuto, abbiamo mangiato le loro schifezze, ci siamo fatti l’acconciatura mullet, ci hanno intossicato con i loro reality show pieni di obesi e adolescenti mignotte, ma il razzismo è un’altra cosa: nel razzismo vogliamo comandare noi!”.

Difficile tuttavia pensare di poter sovrastare gli USA, un popolo che fredda un’ottantina di afroamericani ogni plenilunio, ma i nostri ragazzi sono partiti subito con tenacia, forti del fatto che la squadra titolare di sceriffi texani, sostituita con dei vice-sceriffi, è stata squalificata per aver ucciso tutti i concorrenti del Kenya nella fase precedente. Ma ad ogni “Clinton si trombava le stagiste” i rivali d’oltreoceano ribattevano con un “Berlusconi per vent’anni”: la politica non era decisamente un territorio sul quale potevamo vincere. Con altri argomenti, in realtà, non è andata meglio: evasione fiscale, cartelloni con la foto di Al Capone, illazioni sulla liberazione dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, fotografie di Napoli riempita dalla spazzatura, immagini satellitari del traffico fra Barberino del Mugello e Roncobilaccio, le buche nelle strade di Roma, i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria, i lavori del ponte sullo stretto di Messina (che hanno provocato grosse risate fra i giudici e gran parte degli spettatori), le corsie stracolme di un ospedale qualsiasi della penisola. Vani i tentativi di controbattere sulla cultura: mentre elencavamo i nostri più grandi artisti rivendicandone il valore storico, gli americani hanno iniziato a lanciarci contro alcuni sassi estratti dalle macerie di Pompei.

Una sconfitta ormai annunciata. Ma proprio quando ci trovavamo vicini al baratro e ci immaginavamo già fuori dalla competizione, mentre tutto il razzismo e i luoghi comuni di cui sono piene solitamente le nostre viscere sembravano scomparsi, il nostro capitano Matteo Salvini, un po’ in ombra fino a quel momento, si è reso protagonista di un’azione memorabile. Il leader della Lega si è diretto lentamente a bordo campo. Mentre tutti pensavano che lasciasse il posto a Calderoli (che si stava scaldando da mezz’ora su un albero facendo l’imitazione dell’ex ministro Kyenge) Salvini è salito in tribuna d’onore e ha raggiunto il presidente americano Obama. A quel punto il pubblico, intuendo le intenzioni del bomber, ha trattenuto il fiato: in pratica era un calcio di rigore. Salvini, con un movimento compassato, ha digitato qualcosa sul suo telefonino. Pochi istanti dopo un elicottero ha sorvolato lo stadio, lasciando cadere sul presidente americano un centinaio di banane “Chiquita”.

Un boato si è alzato dal settore occupato dai tifosi italiani. Subito dopo i giudici hanno decretato la vittoria e sul campo di gioco si è scatenata la festa. Contemporaneamente, in Italia, un’esplosione di gioia ha fatto tremare i centri di Casapound nei quali erano stati montati dei maxi-schermi.

La finale di Sidney ci vedrà contrapposti ai nostri nemici giurati teutonici. La Germania ha infatti battuto la fortissima Ungheria dopo aver costretto i concorrenti dell’est Europa a vedersi scopate diverse connazionali prelevate in tutti gli “All You Can Fuck” di Berlino.

Storiche rimarranno le parole di una esagitata Mussolini, che dopo l’azione decisiva di Salvini ha gridato in tutte le televisioni italiane: “Chiudete le valigie amici! Si va a Predapp… a Sidney!”

Andrea Bonechi

 

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