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Mondiali di razzismo: l’Italia parte tra i favoriti

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PERTH – Dopo mesi di trepidante attesa, prenderanno il via lunedì prossimo i Mondiali di Razzismo organizzati dall’Australia. La terra dei canguri si riempirà dei più beceri nazionalisti provenienti da ogni parte del globo che si daranno battaglia a colpi d’insulti razziali in squadre composte rispettivamente da dieci persone l’una, alcuni più “offensivi”, altri più intellettualoidi nelle giustificazioni, altri ancora semplicemente semianalfabeti. La compagine italiana è partita fra le favorite, eliminando in agilità la Tunisia nella pre-qualificazione.

Il capitano Matteo Salvini, indiscusso bomber della squadra, vola basso: “Ci sono tante nazioni che fanno proseliti con luoghi comuni da molto più tempo di noi. Ma questa è una squadra talentuosa: ce la giocheremo con tutti”.

E in effetti l’italica rappresentanza sembra veramente ben composta, dopo mesi di selezione. Commentatori razzisti, militanti di Forza Nuova e leghisti sono lo zoccolo duro della squadra, con alcuni pentastellati a rafforzare una rosa già ampiamente competitiva.

La prima sfida ci vede contrapposti all’India. Un incontro non privo d’insidie, che ci vede comunque partire in vantaggio. Nonostante i luoghi comuni su “pizza pasta e mandolino”, i mesi passati a insultare il popolo nato sulle rive del Gange a causa dei due Marò ci ha ampiamente preparati. Giorgia Meloni e Tavecchio partiranno dalla panchina, con quest’ultimo che potrebbe entrare a partita in corso qualora ci fosse bisogno di frasi sconnesse. Se le cose dovessero mettersi male, un contadino padano ha già dato la disponibilità a scoparsi una mucca come estrema ratio.

Il cammino potrebbe complicarsi già nella sfida successiva, dove l’Italia con ogni probabilità dovrà affrontare gli Usa. Gli statunitensi infatti dovranno affrontare il Kenya al primo turno e la possibilità che il tutto si risolva velocemente con qualche colpo di pistola è dato a 1.20. Tuttavia la forte squadra d’oltreoceano potrebbe pagare la troppa omogeneità e prevedibilità dei suoi componenti, un gruppo di sceriffi texani. “Una sfida alla volta – sottolinea Salvini- perché avremo tempo e modo di trovare epiteti fastidiosi nei confronti dei texani. Pensiamo all’India: andiamo a vincere per l’Italia e per i nostri Marò”.

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